Il centro storico di Prumaluna. Un laboratorio didattico per la valorizzazione, a cura di S. Erba, E. Rosina, M. Sampietro, A. Silvetti, Poliscript, Lecco 2014

3. Borgo Primaluna

Il centro storico di Prumaluna. Un laboratorio didattico per la valorizzazione, a cura di S. Erba, E. Rosina, M. Sampietro, A. Silvetti, Poliscript, Lecco 2014

La bellezza – unica e irriproducibile – di ciascuno degli infiniti borghi italiani, grandi e piccoli che siano, sta nella loro secolare e ciclica rigenerazione urbana che, sempre in una certa qual misura rispettosa delle cosiddette preesistenze (rinnovate, rimodulate, rigenerate), riserva molto spesso inaspettate sorprese scampate alla sistematica ottica di devastazione urbana intrapresa dal Secondo Dopoguerra. Primaluna rappresenta in tal senso un caso studio emblematico che, proprio per tale ragione, è stato fatto oggetto di accurata analisi da parte di docenti e studenti della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Il loro paziente e minuzioso lavoro di rilievo, comparazione, rielaborazione dei dati raccolti e misurati è confluito in un prezioso volume, che sintetizza i valevoli risultati della loro indagine. Primaluna, grosso borgo valsassinese che fin da tempi antichi ha avuto forte valenza di luogo fortificato e turrito (genesi dei gentilizi Della Torre o Torriani, protagonisti indiscussi della storia del ducato Milanese), conserva ancor oggi importanti segni di questi trascorsi difensivi. Portali, logge in legno, fontane cinquecentesche, avanzi di torri sono solo alcuni degli “indizi” di un atavico ma pregnante passato che può ancora rivelarsi potenziale, perlomeno dal punto di vista urbano. All’interno del nucleo di antica formazione dell’abitato sono stati così selezionati otto casi studio, costituiti da altrettanti edifici di remota fondazione e che nel tempo sono stati trasformati con diverse tipologie e destinazioni d’uso: a partire dalla casa civile che trova notevole rappresentanza nel cosiddetto “palazzo Zanaboni”, fino alla stalla e alla immancabile trattoria “con alloggio stallazzo e vetture”. Un caso a parte è costituito dalla affascinante struttura della torre che, situata su un rilievo a monte dell’abitato, permane come evidente testimonianza del carattere fortificato del luogo: seppur ormai ridotta a pochi ruderi, necessita senz’altro di essere valorizzata tanto più che da anni è entrata a far parte del patrimonio comunale.

Qualsiasi ipotesi di recupero di queste emergenze e, più in generale, dell’abitato di Primaluna, non può ovviamente prescindere dalla consapevolezza e conoscenza delle sue vicende storiche e di sviluppo costruttivo. La prima parte del volume alterna così la ricognizione sulle principali “tappe” dello sviluppo urbano del paese (che trova riferimento nella comparazione tra i rilievi catastali introdotti a partire dall’epoca teresiana) all’inquadramento della chiesa prepositurale (simbolo della socialità “primalunese” sviluppatasi nel tempo), fino all’analisi tipologica di tecniche e materiali costruttivi. Nella sezione successiva, partendo da queste imprescindibili premesse conoscitive, viene proposta un’idea di valorizzazione del centro storico di Primaluna, a partire dal potenziamento della rete ciclopedonale. Il lavoro trova efficace conclusione nella parte finale in cui vengono elaborate soluzioni e idee per la valorizzazione degli otto edifici oggetto di studio: a dimostrazione delle infinite e stimolanti potenzialità che offre l’ottica del recupero e della rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio storico italiano.