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TURISMO D’ALTRI TEMPI IN VALSASSINA Allestita dalla locale associazione culturale “Amici della Torre”, la mostra si è proposta di ricostruire, sia pure per sommi capi, la storia del turismo in Valle attraverso cartoline, fotografie d’epoca, articoli di giornale, guide turistiche, calessi, attrezzature per gli sport invernali e per l’escursionismo, filmati e tanto altro ancora. L’“industria del forestiero” – come veniva chiamata l’attività turistica dallo storico introbiese Giuseppe Arrigoni (1811-1867) – nasce intorno alla metà dell’Ottocento con la scoperta nel 1839 da parte di Antonio Fondra delle potenzialità terapeutiche della acque di Tartavalle, pubblicizzate poi dall’Arrigoni nel 1848, e con la immediata costruzione del complesso termale omonimo che ha rappresentato storicamente la prima meta turistica valsassinese. Ma per parlare di turismo in senso moderno dobbiamo aspettare almeno i primi anni del Novecento perché questa valle, prima di allora, non era considerata luogo di villeggiatura, come la Brianza.
Fino alla fine dell’Ottocento, infatti, la villeggiatura in Valsassina era limitata alla bassa valle: Taceno con le terme di Tartavalle e Cortenova con la villa De Vecchi e l’albergo Gnocchi tanto caro allo Stoppani. La villeggiatura negli altri centri era rappresentata quasi esclusivamente da famiglie valsassinesi emigrate a Milano che d’estate tornavano al paese d’origine (ad esempio, i Baruffaldi e i Buzzoni a Barzio, i Migliavacca a Introbio e i Torriani a Primaluna). Poche testimonianze sono rimaste della primissima fase turistica, quella della villeggiatura estiva presso i modesti alberghi (l’Albergo Miniere a Introbio è stato inaugurato nel 1863) o in affitto nelle case tradizionali dei paesi, favorita dall’industrializzazione degli anni immediatamente precedenti che aveva formato una nuova classe media cittadina e soprattutto aveva fornito i mezzi di trasporto che permisero ai milanesi di guardare oltre la Brianza.
Con il nuovo secolo, infatti, arrivarono collegamenti automobilistici stabili con Lecco ad opera della Società Anonima Trasporti per la Valsassina, costituita nel 1906, e già a partire dal 1907 erano attive linee da Lecco per Barzio, Taceno e i Resinelli, mentre prima sulle strade della Valle si usava il calesse e sulle mulattiere non circolavano i fuoristrada ma i quadrupedi. Risalgono poi, sempre ai primi anni del Novecento, le residenze signorili, che ospitavano la borghesia milanese in villeggiatura. Oltre alla Villa De Vecchi a Cortenova, straordinaria costruzione eclettica del 1853, degne di essere ricordate sono Villa Migliavacca a Introbio (1913), Villa Piloni a Ballabio e le ville storiche di Barzio (Villa Buzzoni, Villa Foglia, Villa Cavalier, Villa Dell’Orto-Propersi, Villa Castiglioni-Ticozzi, per citarne solo alcune). Sempre nel primo Novecento nasce in Valsassina la parola “escursionismo” e incominciano le prime scampagnate in montagna con lo scopo di divertirsi, in concomitanza con l’apertura dei primi rifugi sulle belle montagne della Valle. Ne è una curiosa testimonianza una inedita iscrizione incisa su un cartiglio in ferro battuto infissa su un masso in località “Zappello”, a metà strada tra Primaluna e la vetta della Grigna settentrionale: si tratta di una simpatica poesia scritta nel 1906 da un certo Giovanni Rubini di Codesino, fabbro ferraio, che, dopo una faticosa ascesa in Grigna, si rivolge al turista augurandogli una “felice escursione”.
Il Novecento è infine per la Valsassina il secolo d’oro degli sport invernali e l’epoca degli impianti di risalita, come la seggiovia prima e la funivia poi Barzio-Piani di Bobbio. La mostra ha raccontato un po’ tutto questo, con anche una sezione dedicata alle guide turistiche della Valsassina e ai suoi autori, con particolare riguardo alla prima guida della Valsassina che fu quella che l’Arrigoni compilò nel 1837 da pubblicare in appendice alla Guida della Brianza di Ignazio Cantù, poi riveduta e ripubblicata nel 1854 con il titolo di Una corsa per la Valsassina. E’ stato altresì realizzato un filmato: una fedele ricostruzione storica della visita di una giovane coppia di sposi a Donna Ida Torriani che amava trascorrere le sue vacanze in quel di Primaluna, nella casa dei suoi avi. MS
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