LA VALSASSINA NELLE “GUIDE” DI FERMO MAGNI

Spunti e confronti tra la prima (1904) e la seconda edizione (1926)

E’ rimasta aperta dal 14 al 17 agosto presso il complesso scolastico di Primaluna la consueta mostra storico-etnografica allestita dalla locale associazione “Amici della Torre”, quest’anno dedicata alla Valsassina e alle trasformazioni di cui essa è stata protagonista nei primi trent’anni del secolo scorso segnati dall’avvento del turismo. A fare da guida e a stabilire significativi parallelismi nonché acuti confronti tra le varie fasi del flusso turistico in Valle è Fermo Magni con le sue due “Guide illustrate della Valsassina”, pubblicate rispettivamente la prima nel 1904 e la seconda, riveduta e ampliata, nel 1926.

Scopo della mostra è quello di far conoscere e valorizzare attraverso le due “Guide” del Magni le bellezze valligiane: verdeggianti praterie sparse di casolari, colli dolcemente degradanti, balze dirupate, orribili precipizi e rombare di torrenti offerti “a chi affranto dal turbinio della vita cerca svago fra i monti” dove sono ancora “i costumi incorrotti, contenta la vita, onesti i guadagni, spontaneo il saluto, disinteressata l’ospitalità”.

Oltre alla curiosità di vedere come si presentavano i paesi oltre un secolo fa nelle fotografie e nelle descrizioni dettagliate delle due “Guide”, la mostra vuole essere di stimolo per una riflessione sulle trasformazioni che il Novecento ha apportato al sistema delle comunicazioni, al tenore di vita e al paesaggio non solo in Valsassina, ma in tutta la Lombardia.

Fino al 1904 non si può parlare di turismo vero e proprio in Valsassina: il flusso turistico era infatti rappresentato quasi esclusivamente dai frequentatori delle terme di Tartavalle, dagli alpinisti e da quelle famiglie emigrate stabilmente in città che ritornavano a trascorrere le vacanze nel paese di origine. Ma c’è di più. Fatta eccezione per Tartavalle, le strutture ricettive erano rappresentate da alberghetti più o meno confortevoli in grado di accogliere il turismo di breve periodo. Ad un tale pubblico si rivolgeva Fermo Magni nel 1904. Ma a distanza di ventidue anni il panorama era radicalmente cambiato. Se ancora alla fine dell’Ottocento a possedere una villa erano le famiglie della nobiltà e dell’alta borghesia milanese, all’inizio del Novecento a trascorrere i mesi estivi in Valsassina erano professionisti o grossi commercianti che potevano permettersi un “villino”, come era definita questa tipologia edilizia.

Tra il 1904 e il 1926  migliorarono poi notevolmente le vie di comunicazione: le mulattiere furono sostituite da strade carreggiabili, come il collegamento da Taceno a Bellano nel 1912, dal Varrone a Premana e Pagnona e le nuove strade Dervio-Premana, Varenna-Esino e Balisio-Maggio-Cremeno. Anche i mezzi di trasporto subirono dei cambiamenti: se nel 1904 si viaggiava a piedi, nel 1926 a collegare i vari centri abitati erano le corriere. Nel contempo migliorarono tutti i servizi: sia quelli civili, in termini di numero di farmacie, postazioni telefoniche e telegrafiche, sia quelli escursionistici con il fiorire di nuovi rifugi che apriva nuove possibilità agli alpinisti.

In conclusione, la mostra intende ripercorrere le principali tappe del turismo in Valsassina prima dell’arrivo dei pionieri della villeggiatura di massa.

MS

 

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